31.1.11
Never ever
13.09.1993 - Non ho mai detto che fonderò un partito, il mio partito non ci sarà mai.
20.10.1993 - Non ho mai usato i miei mezzi mediatici per aggredire un concorrente.
01.11.1993 - Non ho mai promesso, offerto o pagato tangenti a chicchessia, lo giuro.
11.01.1994 - Non ho mai interferito con la linea del Giornale.
07.04.1994 - Non ho mai parlato a vuoto in vita mia, la mia vita lo dimostra.
16.05.1994 - Non ho mai messo in discussione l'indipendenza dei magistrati.
30.05.1994 - Non mi occuperò mai di questioni televisive.
08.06.1994 - Non ho mai auspicato una Rai filogovernativa, io la voglio indipendente.
09.06.1994 - Non ho mai nepure fatto spostare una pianta, in Rai.
16.06.1994 - Non ho mai promesso di vendere le mie emittenti.
23.06.1994 - Non ho mai pronunciato la parola Condono.
15.10.1994 - Non ho mai mancato un traguardo.
28.10.1994 - Non ho mai avuto la foto di Agnelli sul comodino.
05.11.1994 - Non ho mai escluso, né detto, né pensato "dopo di me, il diluvio".
22.11.1994 - Non ho mai corrotto nessuno.
23.12.1994 - Non ho mai fatto appelli al popolo.
28.01.1995 - Non ho mai detto di essere Presidenzialista.
07.03.1995 - Non ho mai attaccato le istituzioni italiane.
13.04.1995 - Non ho mai avuto una spinta irrefrenabile a stare a Palazzo Chigi.
17.04.1995 - Non ho mai detto che Prodi è un utile idiota e la Palombelli una gallina.
31.05.1995 - Non ho mai emesso fatture false.
15.10.1995 - Non ho mai pagato tangenti alla Guardia di Finanza, lo giuro.
13.07.1998 - Non ho mai pagato tangenti a Craxi.
12.11.1998 - Non ho mai saputo niente della frode su cui indagano i Pm spagnoli.
01.10.1999 - Non ho mai sentito nominare Paolo Borsellino.
04.07.2000 - Non ho mai detto che Dino Zoff è indegno o dilettante.
06.12.2000 - Non ho mai detto che dimezzerò i reati.
07.12.2000 - Non ho mai sentito parlare di All Iberian.
11.04.2001 - Non ho mai avuto società Offshore, sono assolute falsità.
03.10.2001 - Non ho mai detto che la civiltà occidentale è superiore all’Islam.
28.03.2001 - Non ho mai rivolto un'offesa a Indro Montanelli.
01.12.2002 - Non ho mai messo piede in Rai.
09.05.2003 - Non ho mai pagato tangenti.
17.06.2003 - Non ho mai conosciuto o ricevuto telefonate dal dottor Squillante.
09.03.2004 - Non ho mai detto di essere l'Unto del Signore.
10.12.2004 - Non ho mai pagato tangenti ai Giudici.
05.04.2005 - Non ho mai detto che la sinistra porterebbe miseria, terrore, morte.
10.09.2005 - Non ho mai insultato nessuno.
11.09.2005 - Non ho mai usato nessuna arma di potere contro gli avversari.
16.11.2005 - Non ho mai detto di voler costruire case per tutti i poveri.
06.01.2006 - Non ho mai fatto affari con la politica, anzi, ci ho sempre rimesso.
20.01.2006 - Non ho mai difeso Mani Pulite, né tantomeno Di Pietro.
26.01.2006 - Non ho mai saputo che mio fratello vendesse Decoder.
26.01.2006 - Non ho mai giovato di leggi Ad Personam: molte le "Contra Personam".
24.10.2006 - Non ho mai attaccato il Presidente Napolitano.
25.04.2007 - Non ho mai detto che Biagi non dovesse continuare in Rai.
07.07.2007 - Non ho mai ordinato schedature al Sismi.
07.09.2007 - Non ho mai fatto alcun Editto Bulgaro.
29.10.2007 - Non ho mai comprato Senatori per far cadere Prodi.
10.04.2008 - Non ho mai offerto a Di Pietro il Ministero dell'Interno.
24.10.2008 - Non ho mai detto che manderemo la polizia nelle scuole.
12.02.2009 - Non ho mai attaccato la Costituzione.
06.05.2009 - Non ho mai candidato veline.
06.05.2009 - Non ho mai usato termini sgradevoli sulle donne.
06.05.2009 - Non ho mai - negli ultimi 15 anni - offeso o insultato l'Opposizione.
20.05.2009 - Non ho mai conosciuto David Mills.
21.05.2009 - Non ho mai pagato David Mills.
23.05.2009 - Non ho mai detto che il Parlamento è dannoso.
26.05.2009 - Non ho mai mentito sul caso Noemi.
28.05.2009 - Non ho mai avuto rapporti piccanti con Noemi.
04.06.2009 - Non ho mai fatto una gaffe in vita mia.
05.06.2009 - Non ho mai detto che il papà di Noemi era l'autista di Craxi.
19.06.2009 - Non ho mai parlato di Complotto Oscuro.
19.06.2009 - Non ho mai detto "temo di essere spiato".
19.06.2009 - Non ho mai detto "il mio avvocato è uscito pazzo".
24.06.2009 - Non ho mai pagato per una donna.
27.06.2009 - Non ho mai detto di chiudere la bocca a chi parla di crisi.
10.07.2009 - Non ho mai attaccato la stampa.
15.08.2009 - Non ho mai chiesto un incontro con il Papa.
18.08.2009 - Non ho mai organizzato festini.
20.08.2009 - Non ho mai invitato a casa mia persone poco serie.
10.09.2009 - Non ho mai pagato per una prestazione sessuale.
11.09.2009 - Non ho mai avuto rapporti con una Escort.
18.09.2009 - Non ho mai frequentato Minorenni.
09.10.2009 - Non ho mai subito condanne, sono sempre stato assolto.
13.10.2009 - Non ho mai attaccato i magistrati, ma loro sì me, da 15 anni.
19.10.2009 - Non ho mai fatto alcuna gaffe.
03.11.2009 - Non mi sono mai lasciato ricattare da nessuno.
05.11.2009 - Non ho mai avuto alcuna relazione con la signorina Noemi.
06.11.2009 - Non ho mai pensato al Quirinale.
04.12.2009 - Non ho mai detto nulla contro Fini.
11.01.2010 - Non ho mai fatto leggi Ad Personam: erano Ad Libertatem.
25.04.2010 - Non ho mai litigato con nessuno.
30.04.2010 - Non ho mai detto che Fini è un traditore.
07.05.2010 - Non ho mai parlato di Congiure.
25.05.2010 - Non ho mai avuto Conflitti di Interesse.
27.05.2010 - Non ho mai avuto la sensazione di essere al potere (citando il Duce).
27.05.2010 - Non ho mai fatto leggi Ad Personam. Erano per la collettività.
28.05.2010 - Non ho mai messo le mani nelle tasche degli italiani.
02.06.2010 - Non ho mai sostenuto l'Evasione Fiscale.
20.08.2010 - Non ho mai incentivato le campagne del Giornale contro Fini.
30.09.2010 - Non ho mai comprato voti.
07.10.2010 - Non ho mai minacciato elezioni.
22.10.2010 - Non ho mai chiesto il Lodo Alfano.
30.10.2010 - Non ho mai chiamato la Questura per il rilascio di Ruby.
04.11.2010 - Non ho mai cacciato Fini dal Pdl.
29.11.2010 - Non ho mai partecipato a festini selvaggi.
05.12.2010 - Non ho mai guadagnato nemmeno un dollaro da Mosca, lo giuro.
20.12.2010 - Non ho mai fatto male a nessuno, sono sempre generoso con tutti.
22.12.2010 - Non ho mai utilizzato posti di Governo per attrarre nuovi Deputati.
22.12.2010 - Non ho mai proposto leggi Ad Personam: io ho sempre provato a fermarle.
05.01.2011 - Non ho mai avuto una tresca con una donna di sinistra.
14.01.2011 - Non ho mai detto che per la Fiat sarebbe giusto andare all'estero.
16.01.2011 - Non ho mai pagato per una donna, ho una relazione stabile.
16.01.2011 - Non ho mai parlato della mia fidanzata per non esporla ai media.
28.01.2011 - Non sono mai fuggito dai magistrati, mai.
28.1.11
L’ultimo confine è la censura sui libri - Maurizio Maggiani
26.1.11
A (32) pollici versi
12.1.11
Pensieri P2011
Primo pomeriggio, oggi, in cui metto piede in un centro commerciale, il solito, quello pomposamente battezzato come l’illustre monumento cittadino (il che, peraltro, dovrebbe far riflettere su come i nostri tempi siano andati deteriorandosi sempre più). Ed è la prima volta, i periodi delle feste e delle spese obbligatorie sono stati sterilizzati, in base al principio del “non ci metterei piede neppure con una pistola alla tempia”. Saldi? Che saldi? Per comperare roba inutile solo perché ti vendono, insieme ad essa, l’illusione di risparmiare o di spendere poco?Mi guardo in giro, gli ampi spazi desertificati sono un contrasto troppo stridente con le resse dei giorni passati. La prima cosa che mi salta agli occhi è come gli scaffali dei generi “primo prezzo” siano desolatamente vuoti; viceversa, restano montagne di pseudo panettoni e pandori farciti con le cremine più improbabili, anche se in offerta ad un euro e qualcosa.Come passa il tempo, ripenso al pomeriggio del Primo dell’anno 1984, quando con mille lire mi comperai un panettone “in offerta” che, pranzo unico per il povero cristo chiamato al sacro dovere di difendere la Patria, mi sgranocchiai sin troppo avidamente sui gradini del duomo di Amalfi. Ma tant’è, quel sapore di fame così deliziosamente nascosto in modo utilitaristico è chiuso a chiave nei fantasmi del passato.Forse.Mi guardo in giro, pochi carrelli, poca spesa: pensionati che guardano, valutano, soppesano frutta e verdura dalla provenienza inutilmente esotica, venduta a prezzi in valuta pregiatissima, e decidono di poterne fare a mano. La famiglia mediorientale, coi piccoli che parlano un italiano invidiabile, ed il padre che fa da interprete per la mamma col suo velo dai colori talmente vividi da sembrare illuminati da un’altra luce. I piccoli stanno cercando di contrattare l’acquisto di una scatola di costruzioni, ed all’assenso dei genitori si illuminano di luce propria, la posa nel carrello ha un sapore quasi ieratico, tra sorrisi e danze gioiose.Mi avvicino, antico vizio, all’area tecnologica: toh, sono ricomparsi i decoder da 19,90 € che , nei giorni del temutissimo switch-off, erano oscurati dalle montagne in “offerta” a prezzo (almeno) doppio. Od occultati da abili venditori, chissà. Un tizio protesta con l’addetta: la tessera Premium in regalo col decoder comperato domenica scorsa (capirai, c’era lo sconto del 20%, se si sopravviveva alle risse alla ressa) è scaduta il 31.12, quindi prima della vendita. “Scriverò una letteraccia al Carlino”: l’abilità di certuni nello sbagliare interlocutore meriterebbe un premio a parte. Batte il piedino, nell’attesa, quell’altro, quello che sta per firmare chili di moduli per comperare a tasso zero un inutilissmo televisore 3D, gravandosi per i prossimi anni di un balzello tranquillamente evitabile se qualcuno lo facesse riflettere sul fatto che è una tecnologia ancora in evoluzione, e che al momento attuale nessun sano di mente passerebbe tempo a guardarsi tutti i giorni “Avatar”: ma tant’è, non è un problema mio, come mi viene rinfacciato.Più in là, un sano e solido gruppo di ragazzotte ride e schiamazza a proposito di jeans, di maglie dai colori choc, di cerchietti per i capelli, e dell’impatto devastante che l’accozzaglia produce su una di loro, oggettivamente la meno bellina: che peraltro, ai miei tempi, sarebbe stata manna dal cielo, rispetto alle suorine neppure troppo travestite che circolavano in giro, perlomeno per noi che non frequentavamo gente “coi soldi”.Così, alla fine, comperate quelle quattro scemenze per cui ero arrivato fin là, compresa quella fantasmagorica padella wok che il depliant prometteva a € 13punto90, e che la massa bellamente ignora, vado a pagare saltando la cassa “umana” per ricorrere al diabolico “spesa e vai”, sistema studiato –nel mio egocentrico vittimismo- per rendere ancora più evidente la mia goffaggine: ma da qualche parte bisogna pur iniziare.O finire.
22.12.10
33 1/3
Cibarsi di Radici
“Anch'io volevo scrivere su di lui, sul grande&grosso professore che tutti avremmo voluto avere, ma dopo questo tuo post così emozionante mi ritiro in silenzio, che è meglio. E lasciare la parola a te che hai interpretato alla grande tutta una generazione, anzi, almeno due o tre, dato che anche i ragazzi più giovani ne hanno una conoscenza propria e ne affollano i concerti. Sai cosa? Forse lo abbiamo adottato in tanti perchè lo sentivamo “nostro”, con le sue poesie ma anche con le sue battute, forse perchè anche in concerto sembrava stesse all'osteria, quindi tra amici. A leggerla oggettivamente, non ha una gran voce, ma emoziona; non è un chitarrista stratosferico, ma le sue note sono calde; e ti dà l'idea di essere più pronto a darti una pacca sulla spalla che un pugno, con la sua aria da burbero benefico”: questo è un commento che scrissi tempo fa sul diario di una amica, dopo che lei aveva dedicato a Francesco Guccini un bellissimo ricordo.
E mi sono ripromesso di allargare il discorso, con quell’album che me lo ha fatto eleggere nel mio personale empireo (anche) musicale. Ed è strano come certi artisti entrino in una vita altrui per non uscirne: e Francesco, senza dubbio, è uno di questi.
L’arrivo era stato un po’ casuale, una vecchia cassetta in cui l’amico che tentò con scarsa fortuna di insegnarmi a strimpellare la chitarra, aveva registrato due dischi bellissimi, “Due anni dopo” e “L’isola non trovata”. Srnza, peraltro, metterci i titoli, ed una qualità audio...beh, qualità mai come in quel caso era un termine sprecato.
Un po' di canzoni più o meno le conoscevo, dato che il buon Guccini era pur sempre quello che aveva scritto “Dio è morto”, “Auschwitz” e tante altre canzoni per Nomadi ed Equipe84. E in quella torrida estate del ’72, tra un libro di greco, uno di latino e la maledetta matematica da riparare a settembre, l’estate era lunghissima e caldissima: occorreva un qualcosa che aiutasse la mente a restare sveglia.
“Ma solo questi due, ha fatto?”
“No, ce ne sarebbe anche uno prima, ma è pressocchè introvabile”
“Ma neanche a Bologna? E tu vuoi che Nannucci non ce l’abbia?”
[nota: Nannucci era, per noi provincialotti, una specie di Lourdes laica, per quanto riguardava i dischi. E le sue commesse vere e proprie vestali: bastava canticchiare qualcosa e te le vedevi apparire col magico LP tra le mani.]
Così, nel corso di un pellegrinaggio -ed è incredibile pensare come ogni spostamento Ferrara/Bologna somigliasse ad un vero e proprio viaggio della speranza all’andata, un ritorno degli Argonauti al ritorno carichi di quelle magiche sporte bianche- oltre al “famigerato” Folk Beat n.1 -pagato “ ‘na cifra”, ma soldi ben spesi, c’era questo disco nuovo.
“Radici”: scherzando, dissi che il titolo alludeva alla mia dieta alimentare delle settimane successive, dopo essermi dissanguato nel Tempio.
Invece la cosa era maledettamente seria.
La copertina, una foto ingiallita, lo sfondo del cortile di una vecchia casa, immortalati quelli che poi scopriremo essere almeno tre generazioni di Guccini, tra nonni, zii (tra i quali impareremo anni dopo lo zio “Amerigo”) e nipoti; sul retro lo stesso Guccini con la moglie, ad indicare la continuità della discendenza familiare.
Canzoni unite da un filo conduttore, l'identificarsi nella gente, in una comunità, perfino nelle pietre di una casa sul confine della sera, attraverso la ricerca e la riscoperta delle proprie radici, come recita la prima canzone omonima. Non una poesia, Guccini non è un poeta: è un, forse "il" narratore, tanto più che la sua inesauribile vena ha trovato ampio respiro in veri e propri romanzi.
Casa che non è solo un luogo come gli altri, presso Pàvana, sull'Appennino Tosco-Emiliano, ma al tempo stesso un mondo, un teatro di vicende che poi troveranno spazio nel libro “Croniche Epafaniche”.
“La locomotiva”, tributo alla canzone popolare, nello stile imparato da Dylan & dintorni, racconta una storia vera: il 20 luglio 1893, alla stazione di Poggio Renatico, il ventottenne fuochista bolognese Pietro Rigosi, approfittando dell'assenza del macchinista, sgancia la locomotiva del treno diretto a Bologna dal resto del convoglio e percorre con essa un tratto della linea a velocità folle, finendo poi con lo schiantarsi contro una vettura in sosta; il buon Pietro si salva, nonostante l’amputazione di una gamba, ed il fatto ottiene grande risonanza sulla stampa nazionale, dato anche quel triplice urlo in sintonia coi tempi: “trionfi la giustizia proletaria!”. L’epica della protesta politica, ma anche del coraggio non fine a se stesso, ma per una causa. Ad avercene…….
Ma le radici esistono anche in città, nella città dove si è cresciuti, specie se è una “Piccola Città” come Modena, “bastardo posto” e “nemica strana”, ma anche magico scenario dell'adolescenza, e che adesso appare “già nostra e ora incredibile e fredda”.
Come racconta Guccini stesso, “Piccola città” “è il mio secondo romanzo, Vacca di un cane, riassunto in una canzone (…) è la mia nemica strana, la mia adolescenza, il periodo forse più tragico della mia vita perchè nell’immediato dopoguerra le aspettative e le speranze erano tante e le possibilità di realizzarle quasi nulle”.
Ad arricchire musicalmente il disco, arriva la suggestione di “Incontro”, una sceneggiatura incisiva, quasi cinematografica, una meditazione sugli intrecci della vita raccontata al limitare della linea d’ombra dell’età che avanza, quando si comincia a sentirsi più vecchi e malinconici. Una delle canzoni più intimiste di Guccini, dove il triste incontro con un'amica, che narra le vicende tragiche di dieci anni di vita vissuta, si svolge in un'atmosfera che un verso come “stoviglie color nostalgia” basta da solo a raccontarci completamente.
Spesso in Guccini c’è un tema: quello dei ritmi “dell’uomo e delle stagioni”: lo ritroviamo anche in quel gioiellino che è la “Canzone Dei Dodici Mesi”, ricca di riferimenti a poeti che in vario modo hanno celebrato le stagioni, e ricca soprattutto di immagini che solo chi cerca di vivere ancora legato ai cicli della natura può riuscire a creare. E lui è senz'altro uno di questi: anche un saggio culturale, ricco di citazioni varie e nascoste, dalla poesia del Duecento a TS Eliot, da John Donne a Cecco Angiolieri.
Poi, scusate, ma cantare "Giugno, che sei maturità dell'anno, di te ringrazio Dio: in un tuo giorno, sotto al sole caldo, ci sono nato io, ci sono nato io..." è una soddisfazione in più......
Al centro della toccante “Canzone della bambina portoghese” c'è invece lo smarrimento, il non sapere che “la vera ambiguità è la vita che viviamo, il qualcosa che chiamiamo esser uomini...”; la perdita, sia pure momentanea, dei propri riferimenti, complice l'immensità dell'Atlantico. Una metafora della generazione che esce dal '68, che sa quello che ha lasciato ma non sa a cosa va incontro. Così la bambina portoghese che sulla spiaggia guarda l'Oceano che le sta di fronte, e non immagina cosa vi potrebbe trovare al di là. Bellissima la variazione musicale che cambia ritmo al brano.
Radici sono, nell’opera, anche i “miti del passato” a cui si abbandona un vecchio nel descrivere ad un bambino com'era ai suoi tempi la pianura che i due osservano: coperta di grano, con frutti, colori, alberi verdi, con “il ritmo dell'uomo e delle stagioni” non ancora cancellato dallo “sviluppo”: è “Il vecchio e il bambino”, nata in realtà come canzone contro l'olocausto nucleare, ma in sostanza un racconto che mantiene al centro la straziante nostalgia per un mondo perduto, che il vecchio ricorda piangendo.
E, in tutta sincerità, per quanto mi riguarda, un po’ anch’io con lui.
Auguri di lunga vita al Professor Francesco: anche se notoriamente nella tua (nostra?) isola non trovata tu sei riservato e un po’ orso, i critici musicali, anche se non più “militanti severi”, sono impegnati ad avvistare meteore, facendole passare per stelle luminose, e non a parlare di cari, vecchi, solidi e consolidati pianeti viventi, e noi “seguaci” non teniamo conto del calendario. E neppure dell'anagrafe, se contiamo le emozioni in profondità.