28.2.12

Prendila così.....




..insomma, la fatal domanda è giunta: cosa rimpiangete di Splinder? 
E, viceversa, cosa avreste voluto avere di ciò che avete trovato solo nelle nuove "casine"?

[di là, rimpiango i pvt: facili e comodi. Ed ad aver avuto di là il salvataggio del post in corso avrei risparmiato ingrossamenti al mio fegato e "scassamento di cabbasisi", per dirla alla Montalbano]

24.2.12

Helpless

Lancio un grido al cielo: come è possibile che il 90% dei commenti che lascio in giro si perdano nel nulla
Già faccio fatica a trovare il tempo per scriverne, chi mi conosce da tempo sa che non sono il tipo da lasciare commenti del tipo "ciao che bello come saltello sotto il sole pazzariello che mi scalda anche il cervello" ad un post dove si parla con serietà di argomenti profondi, ma cerco di dire la mia, magari con ironia, o di contribuire all'argomento. 
Linda ha detto che mi aveva recuperato dallo spam; ecco, ve lo chiedo come fosse una supplica: rovistate nel vostro pattume, ma datemi una mano a capire cosa stia succedendo.
Grazie.


In cambio, spero vogliate gradire questo:





23.2.12

...ostia!

Ed io che credevo che a messa ci si annoiasse. Invece....

[non escludo che sia già partita sui social network una campagna del tipo "tutti, domenica matttina, alla chiesa del Santo Spirito di Campobasso. Non mancate!"]



   

18.2.12

Uno che passa di qui

Preambolo alle istruzioni per caricare l’orologio” di Julio Cortazar

Pensa a questo: quando ti regalano un orologio, ti regalano un piccolo inferno fiorito, una catena di rose, una cella d’aria. Non ti danno soltanto l’orologio, tanti, tanti auguri e speriamo che duri perchè è di buona marca, svizzero con àncora di rubini; non ti regalano soltanto questo minuscolo scalpellino che ti legherai al polso e che andrà a spasso con te. Ti regalano – non lo sanno, il terribile è che non lo sanno -, ti regalano un altro frammento fragile e precario di te stesso, qualcosa che è tuo ma che non è il tuo corpo, che devi legare al tuo corpo con il suo cinturino simile a un braccetto disperatamente aggrappato al tuo polso. Ti regalano la necessità di continuare a caricarlo tutti i giorni, l’obbligo di caricarlo se vuoi che continui ad essere un orologio; ti regalano l’ossessione di controllare l’ora esatta nelle vetrine dei gioiellieri, alla radio, al telefono. Ti regalano la paura di perderlo, che te lo rubino, che ti cada per terra e che si rompa. Ti regalano la sua marca, e la certezza che è una marca migliore delle altre, ti regalano la tendenza a fare il confronto fra il tuo orologio e gli altri orologi. Non ti regalano un orologio, sei tu che sei regalato, sei il regalo per il compleanno dell’orologio.

10.2.12

Cat power

Nevica.
Leggo Repubblica.
Ho una gatta come coinquilina.

Quindi, se capita di leggere sul giornale che "Il mondo senza i gatti sarebbe un vero inferno", mentre la mia gatta si nasconde per paura del vento che accompagna i primi fiocchi di neve, non posso che coccolarla e rassicurarla. 

Ed apprezzare questo video scovato sul Tubo, giusto omaggio alla razza felina:




5.2.12

Win for life

Tutti i sondaggi politico-elettorali che circolano stanno mostrando, senza dubbio alcuno, che il vero partito di maggioranza relativa è quello del non voto. Una massa di cittadini che resta senza rappresentanza, anzi subisce le scelte altrui.
Allora, modestamente, sommessamente, timidamente, avanzo una piccola proposta: fra tutti quelli che non si recano al seggio, o votano scheda bianca, o la annullano, o esprimono al seggio la volontà di non votare, vengono estratti a sorte "n" seggi da deputato e senatore, in proporzione al totale dei votanti. Il  sorteggio sarà svolto all'italiana: anonimo, trasparente, super partes. Se qualcuno rinunciasse (volontariamente, ovvio, non gambizzato) subentrerebbe il successivo estratto.
E se qualcuno venisse eletto, anzi estratto, a sua insaputa, sa sin da subito che può contare su illustri predecessori. E qualcosa mi dice che peggio di quelli che ci sono ora non possono fare...ecco, un win for life equo, accessibile a tutti, sociale, solidale e gratuito.
Dico male?