10.6.12

Svegliarsi & risvegliarsi


Svegliarsi con la bocca come impastata.
Svegliarsi meno riposati di quando ci siamo addormentati; addosso, come una putrida pelle, la maledetta  sensazione che nulla più sarà come prima.
Svegliarsi la domenica ed avere come unica consolazione che, almeno oggi, siamo tutti a casa; e pensare al lavoro, e sentirsi come svuotati, con poca voglia di "fare", ma al tempo stesso tuffarcisi dentro, come per ubriacarsi e non pensare..
Svegliarsi e guardare i miei amatissimi cd, alcuni dei quali con la custodia rottasi quella maledetta notte, e non immaginarmi inebriato come al solito al loro ascolto; e pensare al concerto di Bruce a Firenze, a quel mezzo pensiero ai confini della follia di andarci, fatto alcuni secoli fa; e trovarsi ad invidiarne i partecipanti non tanto (e non solo) per la musica, ma quanto per l'allontanamento fisico e mentale.
Svegliarsi sentendosi tradito dalla mia terra tanto amata, svegliarsi, però, con un profondo senso di rabbia verso questi  “dotti medici & sapienti”, pseudo tecnici-burocrati che, forse solo per pararsi il culo, hanno rimesso in allarme una popolazione già fortemente provata (sia praticamente che anche “solo” psicologicamente), pensare a quale senso possa avere scrivere quelle cose e renderle pubbliche senza peraltro avere qualcosa di serio od un piano per evitare problemi, se non tutelarsi loro e basta.
Svegliarsi una mattina della nuova vita del "dopo" ed avere più stati d'animo tra loro contrastanti, un misto di disperazione, di tensione, di allarme, ma anche di forte irritazione e di enorme desiderio di mettersi tutto alle spalle il prima possibile e ricominciare la vita quotidiana: proprio quella banale quotidianità di cui a volte ci si vergognava..

Con questi stati d'animo saluto tutti, ed in particolare coloro che hanno un legame con persone, luoghi, affetti che vivono o hanno vissuto in questa parte della pianura padana. Siete tanti, siete forti, e questa stessa forza la distribuite a piene mani con le vostre parole: siate consapevoli di quanto siete importanti. Per la prima volta in tanti anni, ho stampato tutti i commenti dal 20 maggio in poi e li conservo nella mia moleskine: non ho parole per rappresentare degnamente quanto mi riempiano di energia.

41 commenti:

  1. E' doloroso anche solo immaginarvi così, non oso, dunque, pensare all'angoscia di esserci dentro.
    Max, deve finire, deve. E ritornete ad una vita normale.
    Un abbraccio.

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    1. Linda, ci si stava come abituando (o rassegnando?) all'idea, quando il comunicato della CGR ed i titoli terrorizzanti dei tg e giornali hanno fatto risalire l'angoscia a livelli disumani. Ormai basta un qualunque rumore imprevisto, anche solo il "vibra" di un telefono a mandare il cuore in gola. Terribile.

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  2. Tu sai, Massimo, senza bisogno che io stia qua a scrivere chissà che.
    Ti dico soltanto che il Sig. Terremoto ha fatto cadere, qui da me, a 200 km a nord est, libri e oggetti da una grande libreria a parete. C'erano due statuine raffiguranti due bambine in camicia notte, ognuna con tra le braccia il suo orsacchiotto: un regalo di Flo di parecchi annia fa. una delle due nel cadere si è decapitata. Una sciocchezza, figuriamoci, ma l'ho presa e rimessa al suo posto accanto all'altra per non dimenticare mai. Sto aspettando il parmigiano che ho fatto ordinare anche a mezzo mondo. Vi tengo d'occhio sempre, vi penso e, ogni volta che in qualche servizio vi vedo, sento il nostro accento, vedo quei sorrisi magari mozzati ma che non mancano mai, sono fiera di essere nata in Emila Romagna.

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    1. Simo, so bene di te, so della tua fierezza, so quanto ti ci ritrovi. Un solo dato: qui in città, dove pure siamo stati fortunatissimi, siamo andati in delegazione, come condominio, a chiedere una verifica strutturale, più per rassicurare noi stessi che per danni effettivi. Così giovedi pomeriggio abbiamo portato varie scartoffie all'ufficio che raccoglie le segnalazioni e ci hanno dato un numero progressivo: a livello comunale, siamo il fabbricato n. 5871 a fare richiesta.

      Ne approfitto qui per ringraziarti anche del bellissimo tributo a firma Lucarelli, che ha trovato le parole per molti di noi.

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  3. purtroppo il dopo che ci sarà non potrà prescindere da quello che è successo e dalla paura sottesa ad ogni momento che accada di nuovo.
    se trovassi un biglietto per il Boss, ti suggerisco di andarci.
    e portarti la famiglia con te!
    perché la vita è la vita e va goduta.
    ti abbraccissimo.

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    1. No, Gatta, non ce la farei mai ad allontanarmi. Mi sento un po' come un capitano di una nave -non alla Schettino- e capisco, adesso, l'angoscia che mi racconta Maria, una amica divenuta newyorkese nell'anno sbagliato che ha le palpitazioni anche solo a sentire un motore smarmittato.

      Ti riabbraccissimo anch'io

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  4. Non posso descriverti quali emozioni e quanta ammirazione mi hanno suscitato le parole che scrivi. E' difficile, lo capisco benissimo, ma un Conte come te circondato da tanto amore che ha in casa ce la farà!
    (se trovi un minuto libero passa da me, ho una sorpresa per te e per le tue donne, una chicca per persone speciali come voi, questa mattina me l'ha dedicata la persona che non si è stancata mai di starmi accanto ed io ho pensato a voi)
    Un abbraccio a tutti con tanti sorrisi [terapeutici :)]
    Cle

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    1. Ciao Cle, scusami se non sono ancora passato, ma purtroppo questi sono i miei tempi. Beh, sai una cosa? E' facile abituarsi ai sorrisi, fanno davvero bene!
      Ti abbraccio anch'io.

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  5. non per aumentare il tuo rimpianto, ma semplicemente perché il "fiume" torni a scorrere sereno, io, intanto, ti dedico questo...

    http://www.youtube.com/watch?v=aNvn0HWg4SY

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    1. Elena, ti confesso che se i miei rimpianti sono in aumento non è solo per la musica e che tu sei semplicemente adorabile.
      Ti accarezzo

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  6. Già io diffido degli "esperti" normalmente; questi cosiddetti "esperti" dei terremoti, poi, li manderei tutti in tendopoli. C'è un sacco di gente che non riesce più a dormire la notte per l'ansia, che a ogni vibrazione - come dici tu - salta dalla paura, e questi signori lanciano allarmi, si smentiscono a vicenda, si lanciano in teorie... sulla pelle di chi da tre settimane non riesce più a vivere una vita decente. Coraggio, finirà. Anche il mio condominio è in fila per essere controllato, ma chissà quando arriverà 'sto controllo. Speriamo...

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    1. Ilaria, cronaca di dieci minuti fa: qui oggi c'è stranamente molto vento, e nell'ufficio dove stavo configurando un pc nuovo ha fatto corrente, si è spalancata una finestra ed ha fatto cadere fragorosamente delle cartelline.Ho visto (e vissuto) un attimo di autentico terrore: io non so se ne usciremo mai, da queste crepe. Vorrei essere ottimista...

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  7. ...resisti, comunque.
    Ci sono guerre che per vincerle basta resistere e testimoniarle.
    La "normalità", quella continua nelle piccole cose quotidiane.
    Che diventano, per resistenza, cose straordinarie.
    Resisti, per ora può bastare...
    Un abbraccio.

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    1. Ross, ti dirò che stavo elaborando una teoria tutta mia e vagamente new age sul fronteggiare i terremoti...ne parleremo, se prima non mi ricoverano per evidente stato di follia (che comunque è preferibile alla follia di Stato...)

      Un abbraccio anche per te.

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  8. Ho provato per un attimo a immaginare cosa si prova ma nn sono in grado di capire perfettamente. So cosa si prova quando ci rendiamo conto che mai più nulla sarà come prima e so che nulla può consolarci.

    Faccio parlare lui, il "tuo" Bruce:
    "Ora ti dico che su questo treno, i sogni non saranno ostacolati,
    su questo treno, la fede sarà ricompensata,
    su questo treno, le ruote d’acciaio stanno cantando,
    su questo treno, le campane della libertà stanno suonando"

    Un abbraccio, immenso, a tutti voi.

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    1. Missi, resta nella tua "incomprensione", credimi, è meglio..la consolazione io la trovo qui in quest'isola, sono gli unici momenti in cui mi sembra tutto "come se" (mie latitanze a partre, ovviiamente....)

      Beh, anche il Boss attraverso le tue parole assume una luce migliore ;-)

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  9. Ciao. Non so nulla di te, di voi. Sono arrivata qui guidata dall'amica Linda. Sono aquilana, terremotata, indignata, scarriolante. Incazzata. Il sei aprile si è portato via la mia casa e quella dei miei che non c'erano più. E tante vite e persone che non ho voglia di dire. Non ne parlo mai, di chi ho perso. Argomento sacro, non ci riesco. Dire che vi capisco è limitato. Dire che vi sono vicino è una cazzata. Dire che vorrei se potessi è un'altra scemata. Agli emiliani coinvolti dico resistete, restate uniti, non fatevi gestire, non accettate passivamente. Indignatevi, protestate, pretendete. Partecipazione e trasparenza prima di tutto. Tanti aquilani sono lì e riportano racconti che i media non passano. Il resto sono parole. Spero solo che i nostri errori, quelli delle nostre istituzioni possano esservi di insegnamento. Comunque noi ci siamo. L'Aquila c'è. Per l'Emilia. Un abbraccio.

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  10. Elenamaria, quella vostra maledettissima mattina mi sono svegliato prestissimo, alle 7 dovevo essere sottoposto ad un intervento chirurgico e le prime notizie che sentii furono molto riduttive, mi chiedo col senno di poi se fu una scelta deliberata o semplice inadeguatezza dei media. Fatto sta che alla sera, appena sveglio e lucido dopo l'anestesia, c'erano già i bollettini di guerra, e la rabbia, tanta rabbia addosso. La cosa che mi colpì maggiormente fu come si parlasse dei danni a cose, case e chiese e si puntasse più sul sensazionalismo che sulla informazione. La cosa che mi irritò fu poi l'atteggiamento dell'allora Primo Ministro, che sembrava fosse lì a fare beneficienza personale anzichè fornire gli aiuti che un paese civile sfodera in questi casi.
    Dire che capisco la tua rabbia è riduttivo, la tragedia Aquilana è in realtà una tragedia NOSTRA, nella mia piccola testa, perchè qualunque cosa riguardi esseri viventi riguarda tutti. Nel mio diario di allora scrissi, nei giorni successivi, questo: "Pecco di presunzione, lasciatemelo fare. Anche perchè il mio viaggio è iniziato in una livida mattina di morte, l’ultima immagine era la prima che arrivava dal martoriato Abruzzo. Ed ho rimuginato sul fatto che nell’ultimo post si parlasse di uno sciacallaggio giornalistico che, rispetto a quello delle ultime due settimane, era ancora una cosa quasi tollerabile. Mi chiedo che idea si faranno i posteri, quando ritroveranno tutto quello che sta passando in questi giorni, quando il confine della decenza è stato ampiamente superato; quando si sono confuse, mediaticamente, le vittime della sciagura per protagonisti di un immenso e cinico reality; quando chi ha cercato di sostituire il pietismo di facciata con l’informazione è stato brutalmente confinato nelle pieghe dei discorsi, mentre sono state buttate in faccia alla "pubblica opinione" non le verità nascoste, ma le pubbliche menzogne".

    Mi fermo qui, sei sempre la benvenuta e ti aspetto quando vuoi.
    Un abbraccio da parte mia, a te, alla tua fiera città ed alla forza che vi accompagna, nobile gente d' Abruzzo spezzata ma non piegata, quindi pronta a rialzarvi con una fierezza che qui prendiamo come esempio, noi più consapevoli, forse informati, e non accecati dal luccichio tronfio delle tv di regime.

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  11. E fate bene a non farvi accecare dal luccichio trionfo della tv di regime! Qui ci sono caduti in molti, in troppi. E quando noi andavamo a protestare dinanzi alle telecamere, ogni volta che uno degli sciagurati B faceva la sua comparsata, oltre alle guardie trovavamo anche tanti concittadini che ci criticavano inneggiando guidoguido silviosilvio. No, per l'Emilia noi dobbiamo essere l'esempio da non seguire. Chè qui in troppi han chinato il capo davanti ad un alloggio da tremila euro al mq che sta già andando a pezzi. E per ricostruire le nostre case non ci sono i soldi! E la nostra bella città sta andando a pezzi! Non mi arrendo, non ci arrenderemo. Sparuta minoranza mai vinta ma tanto stanca delusa e amareggiata. Quello che scrivi e scrivesti è tutto vero, purtroppo. Ti saluto, buona giornata, a presto!

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    1. Buongiorno, Elenamaria. Ecco, la cosa spiazzante, che ritrovo nelle tue parole, è quel concetto di "città" che è stato spazzato via. Una città è ben più di un agglomerato di case e tetti, è un tessuto sociale ed ambientale che è stato spazzato via, a L'Aquila: ma agli speculatori non interessa, anzi. Per spiegarmi: qui hanno già annullato la stagione cinematografica all'arena estiva, un parco centro-cittadino che ha i muri di recinzione pericolanti: al di là del potersi rivedere i film persi durante l'inverno, era una iniziativa aggregante. Finita. Posso solo immaginare cosa possa essere per voi questo straniamento dal proprio humus cittadino.

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  12. Sto cercando di fare una lista di beni di largo consumo che l'Emilia esporta nei vari supermercati dello stivale e scrivere un post.

    Stiamo coinvolgendo molta gente a tale proposito dentro l'associazione sportiva, consumare i vostri prodotti significa permettere la ripresa più velocemente, se hai dei dati, fammeli avere.

    Sul contenuto del post...che dire, è un piacere essere tua amica di tastiera Masso e credimi, questo tuo post lo stampo, una testimonianza fuori dal reportage televisivo, privo di fronzoli e di frasi di circostanza, la migliore testimonianza che si possa avere.

    Buon pomeriggio Masso ;-))

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    1. Tina cara, la lista sarebbe sterminata: oltre al Parmigiano ed al Grana di cui tutti si parla, ci sono altre centinaia, se non migliaia, di micro-imprese che producono di tutto (penso al settore dell'elettro-medicale, alla ceramica, alle subforniture, a...tutto, oltre all'agroalimentare) anche al di fuori dell'alimentare.
      Qualunque iniziativa è ben accetta: credo che nessuno qui si possa tirare indietro, nè nel dare nè nel ricevere. Anzi.

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  13. Leggere il tuo post, come anche i commenti, mi ha commosso. Per motivi diversi capisco il tuo straniamento, la tua consapevolezza che forse niente sarà come prima, i tuoi senimenti contrastanti. Ci si adagia in una routine rassicurante e poi basta un attimo perché tutto cambi, pechè ci si trovi a dover riadattarci subito, senza mediazioni, alla nuova realtà. Io spero solo che questa volta ci sia più concretezza e meno fumo, meno spot elettorali vergognosi. Mi sembra anche che ci sia stata una vera solidarietà da parte della gente e spero che questo almeno un poco aiuti. Ti abbraccio forte.

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    1. Pyperita, anche tu mi hai commosso. E' esattamente così: cerchi di non pensarci, poi arriva la tiratina per un braccio. Come stamattina: ero appoggiato ad una paratia dell'area di sportelleria quando ho sentito "quella" vibrazione. E non ho pensato a me, ma subito alla gente meno fortunata che è costretta a stare fuori dalla propria casa. E'allucinante pensare che uno si scanna per una vita a comperarla, a fare scrifici per essa, a discutere su una sedia, un quadro, una tenda, poi in pochi secondi tutto diventa una minaccia. Tremendo solo a pensarci.

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  14. arrivo imperdonabilmente tardi, ma non c'è stato giorno che non abbia pensato a te a ai tuoi conterranei.. Mi dispiace tantissimo di quel che succede. Tu come stai? Un abbraccio grande..

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    1. Carissima amica, macchè tardi: qui se si riesce a pensare c'è ben altro, ma non sempre si ha la forza di pensare, o il tempo per articolare un pensiero al di là della paura che diventa la filigrana di una banconota difficilmente spendibile. Io non so come sto, credo sia la tensione a tenermi intero. Ricambio con affetto grande il tuo abbraccio.

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  15. grazie, caro Max
    coraggio, passerà
    quello che difficilmente passerà è il conformismo, praticamente un modulo fisso, dei mezzi d'informazione, convinti di assolvere il loro dovere facendo da cassa di risonanza alle voci del potere
    ciao

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    1. Esattamente, Yet: al solito, la tua sintesi è perfetta. A proposito di conformismo, ieri pomeriggio c'era più gente a fotografare le torrette danneggiate del Castello che il resto dei monumenti lì intorno, mettendo in pose innaturali la/il coniuge per immortalarli accanto allo scempio. Rivoltante.

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  16. Sei sempre nei miei pensieri, Massimo.
    Vedrai che passerà.
    Vorrei abbracciarti forte.
    Ciao.
    Cristina

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    1. Cristina carissima, lo stai facendo....

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  17. Un affettuoso pensiero e un forte abbraccio e ... tanti tanti sorrisi <3 <3 <3....
    Un po' di musica (questa: http://www.youtube.com/watch?v=LV44sY9mmqM) vi farà sicuramente bene, io ve la offro!!!
    Love for all
    Cle

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    1. Graditissimo omaggio musicale...ci voleva, davvero: come un buon bicchiere di vinello bianco fresco e frizzantino in queste ore di solleone...grazie, e complimenti per la scelta particolarmente ricercata.

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  18. Non t'ho scritto niente in tutti questi giorni, anche se fin da quel malaugurato giorno in cui la tua terra cominciò a tremare, il mio pensiero volò subito a te, mio caro amico da tanti anni!...Un senso grande di annichilimento, mi ha fatto sentire inadeguata qualsiasi parola...ho avuto quasi paura d'essere importuna.Leggere ora invece di quanto le parole di chi ti vuol bene ti abbiano aiutato, mi fa capire che ho sbagliato, e ti chiedo perciò perdono d'averti fatto mancare le mie. Spero che il mio ricordarti che TPNC sempre e comunque non arrivi troppo tardi.

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    1. Nacchè perdono, Leira cara: certi sentimenti non hanno bisogno di un mezzo li senti nell'aria che respiri. Ti abbraccio forte anch'io.

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  19. non so immaginare come ci si possa sentire quindi non posso dire che "vi capisco".
    posso abbracciarvi, e riflettere sullo scambio tra te ed Elenamaria, perchè sono più o meno le stesse cose che mi disse un'amica, dell'Aquila, per l'appunto.

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    1. Ciao barbara: ecco, meglio non trovarcisi in mezzo, perchè tutto, radicalmente, cambia. E' una situazione-limite in cui tutto quello che ti porti dentro viene dilatato, nel bene e nel male, in cui ti riscopri paure che credevi non ti potessero toccare. E' un mettersi alla prova che può creare anche delle difficoltà personali, perchè tocca corde della tua sensibilità ignote, che come tali non sai come affrontare.

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  20. E' difficile trovare le parole giuste per una come me che abita in Piemonte e che non ha avvertito nemmeno una scossa. Potresti pensare che siano solo parole di cortesia. Posso dirti che, parecchi anni fa, esplose vicino a casa mia la caldaia di una fabbrica. Ci svegliammo in piena notte sentendo tutti i vetri della casa andare in frantumi e ci ritrovammo in strada in pigiama, insieme a tutte le persone della mia via, a chiederci cosa fosse successo. Avevamo pezzi della caldaia nei cortili, sui cancelli, ovunque.Uno era anche caduto sui fili elettrici del treno, ma per fortuna era appena passato. Non ho mai dimenticato il suono di tutti quei vetri che cadevano in frantumi nella notte e credo che anche tu e tutte le persone che hanno vissuto il terremoto dimenticheranno mai l'effetto delle scosse e la paura vissuta, anche quando tutto sarà ricostruito e la vita tornerà a scorrere nella normalità.
    Non posso che sperare che questo incubo finisca presto.
    Ti abbraccio forte!

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    1. Kate, anni fa scoppiò, in un palazzo vicino al mio, un'auto a GPL: ti assicuro che rispetto al sisma pare uno zuccherino, perchè fu un evento singolo, delimitato nel tempo e nello spazio, e di conseguenza dai confini certi e non ripetibile. Qui, invece.....
      Ricambo l'abbraccio con la stessa forza!

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    2. Coraggio, Massimo, ce la farete.
      Quanto al Boss, ci sarà un'altra occasione. Avrai già saputo che ha diluviato per tutto il tempo del concerto.

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    3. Ciao Gipsy. Beh, speriamo...intanto tengo tra le mani il biglietto per il buon Damien Rice del 27 luglio, anche se l'avrlo spostato da Piazza Castello al motovelodromo ne taglia un bel po' di fascino.

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  21. Ho conosciuto, tramite fb, una persona della mia città. Ci siamo incontrate un paio di volte, in quelle occasioni ormai consuete assemblee incontri convegni. Lei è un apersona speciale, Come me ha perso tutto o quasi. Casa, amici, salute, serenità. Abbiamo pochecose in comune. I gatti e tanto disordine dentro. E Bruce. Chè se non lo avessi avuto, mi ha detto, "dopo" sarei impazzita. Chè se non lo avessi ascoltato in macchina, mi ha detto, quando viaggiavo tra mezzi militari eposti di blocco, mi sarei lanciata contro un albero. E inizio questa domenica come la tua. Bocca impastata e tradita dalla vita. Ciao.

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