24.11.11

Beata 'ncoscienza


Oggi,giorno di pioggia.
In quell’anta di mobile che apro raramente, un pacco di vecchie riviste. Tracui una di informatica di fine anni 90, titolo che strombazza i magnifici destini cheattenderanno i fortunati utenti che passeranno al neonato Windows ME, i prezziin lire di prodotti ed accessori,  quandoun masterizzatore interno da pc veleggiava sul mezzo milione, una stampantelaser costava quanto uno scooter, e così via. Poi, e questo mi ha fattoriflettere,  un articolo in cui simagnificava il livello raggiunto dai programmi di dettatura vocale. Costavanosolo qualche centinaio di $, necessitavano solo di macchine che costavano comeuna buona Panda di seconda mano,  esigevano solo una fase di apprendimento diqualche decina di ore, richiedevano solo una pronuncia priva di inflessionidialettali (e guai ad avere il raffreddore) e sbagliavano pochissimo, solo unaparola su 10, ma solo a patto di essere in un ambiente silenzioso e con unmicrofono “noise reduction”, che costava come un treno di gomme per la Pandasuccitata. 
Si abbozzavano, nell’articolo, le enormi complessità della cosa, bisognava farein tempo reale la trasformata di Fourier, scomporre la frase tentando diindividuarne le componenti ed era indispensabile un minimo di analisisemantica. Solo una decina di anni prima le prime sperimentazioni necessitavanodi hardware dedicato che facesse tutti i conti, dal costo di decine di migliaiadi $ (dei tempi); inoltre ogni lingua aveva particolarità proprie, quindi unprogramma che funzionava bene per l'inglese doveva essere pesantementemodificato per comprendere l'italiano, e non è detto neppure che alla fine nonrichiedesse pesanti interventi manuali di correzione.
Oggi, giorno di pioggia.
Mentre  sono inmacchina -quindi un ambiente rumoroso- fermo nella classica colonna da “tuttiin macchina perché piove”, ripenso a quel vecchio articolo, schiaccio –anzisfioro- un tasto sullo schermo di un telefono Android da pochi soldi, e dicoquello che voglio annotare. Nonostante non abbia fatto nessun tipo di training,nonostante io abbia pesantissime inflessioni dialettali, nonostante l'ambientepieno di rumori, vedo scritto su schermo quello che dico, praticamente senzaerrori. Sfioro un altro paio di tasti, ed eccoli qua, adesso, i miei pensieri,belli (insomma…) pronti da condividere e discutere insieme.
Riflessione #1: troppo spesso sottovalutiamo la quantità di lavoro, fatica,ricerche e studi che sono stati necessari per avere queste cose, le diamo perscontate. Di conseguenza, non le valutiamo quanto meritano.
Riflessione #2: troppo spesso trascuriamo che noi facciamo con pochi soldi coseche una volta -ma neanche tanto tempo fa- richiedevano investimenti notevoli.
Riflessione #3: e quindi?

22.11.11

test #2

Sto provando a traslocare, ma lungo è il cammino. Sono solo prove tecniche...scusatemi, ma sono impedito....