No, non c'entrano (o centrano? boh...) ispirazioni religiose o arrivi notturni col treno dal Sud. Maria è solo una delle ospiti: lei dice di avere 73 anni, ma a quanto pare sono diversi anni che lo dice. Incurante del meteo, passa i pomeriggi nel cortile della struttura, quello da cui si è obbligati a passare per accedere ai vari nuclei.
La prima cosa che colpisce in Maria sono i lineamenti: una Sioux capitata per sbaglio in pianura padana. O, come dice qualcuno più concreto di me, la sorella maggiore di Drupi (lo ricordate, vero? quello che cantava canzoni romantiche con la voce impastata di carta vetrata e, in apparenza, un qualche tiro di peyote....).
Quando arrivo, mi viene incontro, un filo di voce quasi fanciullesca: "Signore....ha una sigaretta per me?". Ovvio. Ma la cosa che mi affascina è che, mentre la fuma, si mette a danzare seguendo i volteggi del fumo stesso, prima le mani a dirigere una orchestra immaginaria, poi veri e proprii passi di danza. Non so che storia abbia, davvero: c'è chi dice sia una nobile decaduta, chi una parente in incognito di qualche "pezzo grosso", chi invece si chiude in una rigorosa riservatezza. Ma anche chi racconta di un passato in prigione, o di una vita comunque movimentata. Il sottile confine tra credibilità ed incredulità, tra chi si inventa non sapendo nulla, e le invenzioni che la vita a volte affida ad un qualche sceneggiatore un po' giocherellone.
La prima cosa che colpisce in Maria sono i lineamenti: una Sioux capitata per sbaglio in pianura padana. O, come dice qualcuno più concreto di me, la sorella maggiore di Drupi (lo ricordate, vero? quello che cantava canzoni romantiche con la voce impastata di carta vetrata e, in apparenza, un qualche tiro di peyote....).
Quando arrivo, mi viene incontro, un filo di voce quasi fanciullesca: "Signore....ha una sigaretta per me?". Ovvio. Ma la cosa che mi affascina è che, mentre la fuma, si mette a danzare seguendo i volteggi del fumo stesso, prima le mani a dirigere una orchestra immaginaria, poi veri e proprii passi di danza. Non so che storia abbia, davvero: c'è chi dice sia una nobile decaduta, chi una parente in incognito di qualche "pezzo grosso", chi invece si chiude in una rigorosa riservatezza. Ma anche chi racconta di un passato in prigione, o di una vita comunque movimentata. Il sottile confine tra credibilità ed incredulità, tra chi si inventa non sapendo nulla, e le invenzioni che la vita a volte affida ad un qualche sceneggiatore un po' giocherellone.
Un pomeriggio del settembre scorso si è invitata al tavolino con mia madre, quando avevo portato un vassoietto di pasticcini mignon alla frutta:
"Signore...."
"Dimmi, Maria"
"Posso assaggiarne una?"
e mia mamma tutta entusiasta, rivolta verso di me: "Si, si, si...pensa che anche lei ha perso la sua mamma e dobbiamo aiutarla".
Non so perchè, o forse lo so benissimo, ma mi è sembrato di essere tornato indietro nel tempo, quando mia figlia, alle elementari, chiamava a casa per una merenda la sua compagna di banco.
La fragilità nella sua apparenza più nascosta.
La fragilità nella sua apparenza più nascosta.
